
A CURA DI LUCIA COLLARILE
Oli, acquerelli, pastelli, disegni, collage, sculture, monili.
Stefano Bolcato, Massimo Campi, Ornella Flora Curatolo, Gisella Gatto, Elena Spirito, Marcello Toma, Gerry Turano, Flaminia Violati
Oltre ottanta opere di otto artisti invitati da Lucia Collarile a confrontarsi con il piccolo formato.
Il 19 e il 20 dicembre 2015 presso la Galleria Prencipe sarà possibile visitare la mostra collettiva Formatoridotto curata da Lucia Collarile.
Galleria Prencipe via Ludovico di Monreale 42 - 44 Roma
www.umbertoprencipe.it
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Sabato 19 dicembre ore 15,00 - 21,30
Domenica 20 dicembre 11,00 - 19,30
In mostra saranno presentati oltre ottanta oli, acquerelli, pastelli, disegni, collage, sculture, monili. Lavori di artisti diversissimi fra loro, invitati a confrontarsi con il piccolo formato: Stefano Bolcato, Massimo Campi, Ornella Flora Curatolo, Gisella Gatto, Elena Spirito, Marcello Toma, Gerry Turano, Flaminia Violati.
Sottolinea, infatti, la curatrice Lucia Collarile che “la forma e le dimensioni della materia, caratterizzano le varie tipologie dell’arte figurativa e, ovviamente, ne differenziano la fruizione. Eppure l’arte, comunque la si consegua, non è mai snaturata nella sua funzione comunicativa, di creatività e di espressione estetica. Se esiste un’opera d’arte così ampia che si impadronisce del paesaggio espandendosi nel territorio (Land Art), così esiste una realtà artistica nel piccolissimo spazio o nel piccolo formato”.
Il formato minimo semplifica e facilita il rapporto tra artista e fruitore dell'arte. Gli artisti hanno, infatti, realizzato opere d’arte portatile, di facile trasporto e di immediato godimento: da regalarsi e da regalare, da appendere in casa o in macchina, da collocare sul comodino o sulla scrivania, da indossare o con cui arricchire i propri spazi, anche i più intimi.
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NOTE CRITICHE
STEFANO BOLCATO
La ricerca artistica di Stefano Bolcato si basa su una tecnica pittorica rigorosamente classica, ad olio, frutto di anni di studio sul paesaggio e sulla figura. In mostra presenta una serie di paesaggi di vario genere, caratterizzati da tagli prospettici arditi e da forti contrasti cromatici. La luce, nell’assenza totale di esseri viventi rappresentati, è spesso la protagonista di queste vedute metafisiche, oniriche e rende i colori intensi, brillanti, come nelle antiche opere dei pittori fiamminghi. Artista dicotomico, nella sua produzione alterna i paesaggi ad opere pop-realiste, sempre tecnicamente classiche ma in cui sceglie di raccontare storie in cui i protagonisti, nostri alter ego, sono i piccoli pupazzi del gioco del Lego, realisticamente rappresentati con immagini istantanee, costruite come su set fotografici.
Stefano Bolcato vive e lavora a Roma, si è formato presso la Scuola libera del nudo all’ Accademia di Belle Arti di Roma, con Alfonso Avanessian, e la Scuola delle Arti Ornamentali con Giovanni Arcangeli. Numerosi i riconoscimenti, le pubblicazioni e le mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Recentemente ha esposto presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
MASSIMO CAMPI
Mi piace definire Massimo Campi come un silenzioso cantore romantico dell’aria romana. Attenzione solo dell’aria, non di quegli spazi aggressivi e rumorosi, di quel popolo chiassone, di quelle macchine volgari. A lui interessa solo “il bello”. La sua voce forte canta lievemente le strade, i palazzi, i cieli di Roma; il suo pennello dipinge con un chiarismo tonale costruito da strati di colore che però, allo sguardo, appena si percepisce. Massimo Campi descrive l’aria, l’atmosfera dei luoghi della nostra città, le sue amate periferie, i personaggi che le abitano. Le sue opere sono irreali, quasi astratte, eppure i luoghi e le persone sono reali e riconoscibili, veri come la luce e i colori di questa città e i gesti e gli atteggiamenti di chi la vive.
Massimo Campi ha studiato all’Accademia di Belle Arti a Roma con artisti come Montanarini e Gentilini. Ha partecipato a moltissime mostre collettive e a numerose personali come ad importanti mostre internazionali (Biennale Internazionale d’Arte, Premio Sulmona Fondazione Bevilacqua La Masa). Nel 2012 è stato scelto per l’importante progetto italo-Cinese “Pittori Italiani dipingono Hangzhou”. Sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private. Ultimamente ha esposto in una personale presso la Galleria Creative Room Art Gallery di Roma.
ORNELLA FLORA CURATOLO
Il lavoro di Ornella Flora Curatolo è un’operazione narrativa e come uno scrittore che collega tra loro parole, frasi e periodi alla ricerca di una nuova trama, così Ornella ricicla volti, corpi, oggetti, parti di altre storie, per far nascere nuove situazioni. Lo fa artisticamente con la tecnica del collage, appresa studiando presso l’Istituto Europeo di Design, attaccando su supporti bi o tridimensionali le sue figure ritagliate dalle riviste, frammenti e icone del nostro vivere quotidiano. Ornella chiama i suoi racconti, le sue opere, “moodboard” perché trasmettono e raccontano, in modo immediato, un umore, uno stato d’animo. Per la mostra, tra l’altro, ha realizzato piccole composizioni nelle quali il fondo oro, come in un’antica Icona, enfatizza il ruolo simbolico e ultraterreno della figura femminile.
Ornella Flora Curatolo, originaria di Caltanissetta, vive e lavora, come graphic designer, a Roma. Ha esposto in mostre personali e collettive a Roma, Bologna, Avezzano, Torino, Parigi, Napoli.
GISELLA GATTO
Gisella Gatto con LE QUADRANE® è l’artista che, tra gli altri, a più diritto s’inserisce nel concetto ideale di questa mostra, della quale tali opere sono state spunto e suggerimento. LE QUADRANE® nascono nel 2012 come tele in formato ridotto di diverse dimensioni, forme e tecniche, che oltre ad avere più propriamente la funzione di quadro, assumono quella di accessorio, pur mantenendo integro il proprio valore artistico. E’ un diverso modo di vivere e promuovere l'arte rendendola visibile quotidianamente, indossandola e rendendo chi le indossa egli stesso un luogo espositivo itinerante. LE QUADRANE® sono state già esposte nel 2013 alla Temple University di Roma.
Gisella Gatto ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Roma, lavora come scenografa e dipinge opere dal gusto Pop che spesso toccano tematiche sociali come quella femminile, ecologica, sull’immigrazione e sulla guerra. Ultimamente si sta dedicando, per una prossima mostra, a opere psichedeliche di grandi dimensioni composte su più piani sovrapposti da lei chiamate POP DOMINO.
ELENA SPIRITO (VANZUK)
Elena Spirito, in arte Vanzuk, ha un percorso artistico particolare, nato tra le mura domestiche per il piacere di disegnare e poi di incollare sui suoi disegni preziose carte colorate in strati sempre più sovrapposti. I collage che nascono così, sono l’espressione di una tecnica e di una manualità raffinata, artigianale, e di un gusto per il particolare prezioso che rimanda a quella visione magica, misteriosa, arcana, meravigliosa, di Klimt e dell’arte della Secessione.
Le sue silouettes femminili sono eteree presenze inquetanti, illustrazioni leggiadre di un racconto sognato, immaginato. Artista oltremodo prolifica e dotata di una sottile e pungente ironia, con forbici e colla crea instancabilmente mondi paralleli con personaggi grandissimi o piccolissimi, splendidi ed eleganti, ma anche incredibilmente buffi, grotteschi, goffi, animaleschi, che vanno poi a popolare la sua casa, le sue mura, il suo soffitto e, da qualche anno a questa parte, anche i libri che lei magistralmente illustra e le mostre in cui espone in varie gallerie italiane.
Elena Spirito, per la mostra Formatoridotto, si è messa oltremodo in gioco creando dei microcollage che, protetti da uno strato di resina, diventano dei monili piacevolmente indossabili come ciondoli e orecchini, ma anche spille e anelli in tre dimensioni, che diventano stravaganti “gioielli” impossibili, da cui, paradossalmente, essere indossati.
MARCELLO TOMA
I paesaggi industriali e i macchinari che Marcello Toma dipinge (dotati di ciminiere fumanti, condotte idrauliche, ingranaggi, dinamo, ruote dentate, bulloni, organi meccanici, tubi) sono vecchi simboli del progresso, icone di una bellezza che fu nuova cantata da vecchie avanguardie, automatismi ammantati di una modernità antica, desueta. Sono archeologie industriali e oggetti inutili, dotati solo di una sublime funzione estetica, ottenuta in modo inappuntabile da una pittura “di maniera” resa con una qualità elevatissima. Marcello Toma inventa le sue costruzioni cervellotiche ponendo tutta questa inefficacia metallica dentro spazi onirici nebulosi, lirici, con ardite prospettive studiate per rendere in maniera oltremodo realistica il peso, il volume e la potenza di siffatte inutilità metalliche.
Marcello Toma è nato a Galatina di Puglia, figlio d’arte, dipinge fin da giovanissimo. Si laurea in architettura a Firenze e, in seguito, si trasferisce a Roma, dove lavora anche come decoratore e restauratore in particolare di pitture murali e dove prosegue la sua attività artistica partecipando ad importanti mostre personali e collettive.
GERRY TURANO
Gerry Turano, artista di origini siciliane, seguendo una ricerca personalissima, alterna tecniche e linguaggi diversi lavorando sul valore concettuale del segno e della materia, e sui significati simbolici, esoterici, spirituali, alchemici che ciò comporta. Il suo percorso artistico è sinteticamente espletato nelle piccole opere esposte in mostra. Tecnicamente i suoi lavori si arricchiscono nel tempo di elementi costruttivi: al primo uso delle matite e chine su carta si aggiunge il collage dato dal sovrapporsi della carta da pacchi e dei giornali. In seguito i disegni si materializzano in bassorilievi, dove argilla e carta pesta creano vibranti superfici scultoree dal tenue contrasto cromatico. Il passaggio alla scultura a tutto tondo enfatizza l’uso del cemento ma il bianco e poi il rosso entrano violentemente a caratterizzare l’ultimo periodo creativo dell’artista nelle sculture come nelle opere di grafica. Al sovrapporsi delle tecniche Gerry Turano risponde con la semplificazione della forma da cui affiora il simbolo o, più esplicitamente, il “concetto”, con la sua carica di significati trascendenti.
Gerry Turano studia a Roma all’Istituto Europeo del Design e a Roma lavora come art director e graphic designer. Parallelamente la sua carriera artistica lo porta ad esporre in numerose mostre personali e collettive in luoghi istituzionali, musei, gallerie. Sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private ed alcuni suoi bassorilievi sono attualmente in mostra ad ART BASEL a Miami.
FLAMINIA VIOLATI
Flaminia Violati studia pittura presso la Scuola d’Arti Ornamentali di Roma e poi privatamente dalla pittrice Maria Luisa Iannetti, La passione per la scultura, nasce invece dalla frequentazione dello studio della scultrice Paola Violati, sua zia, con cui approfondisce maggiormente l’uso delle diverse tecniche, dando libero sfogo alle sue capacità creative. In seguito, per un breve periodo, frequenta lo studio dello scultore Peter Rockwell. Grazie anche a questi importanti incontri, Flaminia Violati, in pochi anni, crea il particolarissimo stile che la contraddistingue. Tanto laboriosa, forte, grezza è la materia su cui lavora, tanto delicate, leggere, sofisticate sono le figure che da quella materia emergono e che su quella materia sono costruite. Un contrasto che la identifica e che è parte integrante della sua interessante personalità. Flaminia Violati per le sue opere utilizza creta, ferro, legno, pietra, cemento, materiali riciclati e scarti industriali. Le figure sono spesso modellate e dipinte, oppure incise col pirografo su legno.
In questa mostra espone dei bassorilievi realizzati in ferro e cemento colorato e presenta una nuova serie di opere su carta realizzate con acquerelli e collage.
Tra le numerose partecipazioni a mostre, ricordiamo la recente esposizione del 2014 all’Accademia di Francia.




